You are here > Home In Italiano Conferenza Nazionale Giovani Italiani Australia (GIA Inc) Gold Coast Qld, 5-7 settembre 2008, Documento Finale
Wed 08 Sep 2010
Conferenza Nazionale Giovani Italiani Australia (GIA Inc) Gold Coast Qld, 5-7 settembre 2008, Documento Finale Print E-mail
1° GIORNO

Apertura Ufficiale della Conferenza
S.E. Stefano Starace-Janfolla
Ambasciatore Italiano in Australia

Presentazione
Dr Maria Pallotta Chiarolli
Senior Lecturer in Diversità Sociale in Salute ed Educazione, Deakin University

Pannello di Istituzioni - Rappresentanti di varie Istituzioni Italiane in Australia hanno fatto una presentazione di circa 10 minuti sulla loro organizzazzione e il loro ruolo.

Rete Diplomatica/Consolare Italiana
- S.E. Stefano Starace-Janfolla, Ambasciatore Italiano in Australia
(ACT)

Parlamento Italiano
- On. Marco Fedi, Deputato al Parlamento Italiano (VIC)

Senato Federale Australiano
- Sen. Concetta Fierravanti-Wells, Senatrice Federale per il NSW

CGIE
- Prof. Franco Papandrea, Consigliere Australiano per il CGIE (ACT)

Com.It.Es
- Sig.ra Anna Domaneschi, Presidente Com.It.es QLD e NT, e Sig.ra Mariangela Stagniti, Vice Presidente Com.It.Es QLD e NT

Camera di Commercio e per l’Industria Italiana
- Gran. Uff. Luigi Casagrande, Presidente della Camera di Commercio e dell’Industria Italiana QLD, Consigliere Australiano per il CGIE e Sig.ra Maria Maruca, Segretaria Generale della Camera di Commercio e dell’Industria Italiana QLD

Co.As.It
- Sig. Andrea Comastri, Direttore Co.As.It NSW, e Cav. Nereo Brezzi, Presidente Co.As.It QLD

Australia-Italia MP Forum
- Sig. Tony Piccolo MP, Rappresentante Nazionale dell’Australia-Italia MP Forum (SA)


Workshop 1 (per i delegati) – Co.As.It Cultura e Identità

Facilitatori: Nino Lo Giudice, Co.As.It NSW Youth Worker; e Thomas Camporeale, Co.As.It NSW Community Worker

Co.As.It Youth Worker Nino Lo Giudice ha sollevato questioni importanti che riguardano i giovani italiani australiani quali la partecipazione dei giovani alla vita della comunità Italo-Australiana.  
Lo Giudice ha condotto la discussione sul concetto di identità relazionato all’esperienza dei giovani italiani australiani. I delegati sono stati largamente coinvolti nel workshop ed hanno partecipato in pieno alla discussione condividendo le loro idee. La discussione si è protatta oltre il tempo limite e il riscontr dato dai delegati ha dimostrato l’alta qualità di questo workshop.


Workshop 1 - Parallelo (per rappresentanti delle Istituzioni italiane) – Coinvolgimento dei giovani con le istituzioni.

Facilitatori: Maryclare Cassissi-Young, Membro Com.It.Es VIC e TAS; e Isabella Restifa, Presidente Giovani Siciliani Australia

I rappresentanti delle Istituzioni sono stati invitati a discutere sul coinvolgimento dei giovani nelle varie Istituzioni. Sono state poste le seguenti domande:

- È vero che i giovani italiani australiani non vogliono essere coinvolti?

- O è forse perchè non c’è abbastanza richiesta ed offerta?

Si è detto che la comunità è cambiata e che ora ci sono più opportunità per i giovani di partecipare. È loro compito quello di rendersi attivi e di far sentire la loro voce, anche se c’è ancora bisogno di “aprire la comunicazione” con le istituzioni, associazioni e gruppi.

Il futuro offre numerose opportunità: attività finanziarie, borse di studio, eventi culturali nuovi e il riconoscimento delle qualifiche professionali. I giovani devono rendersi conto che fanno parte di questo processo e di queste strategie. Le informazioni dovrebbero essere divulgate a livello scolastico al fine di lasciare ai giovani il giudizio sull’utilità di queste associazioni nella loro sfera personale.

I giovani hanno bisogno di essere informati e le informazioni dovrebbero essere trasmesse alla comunità intera. Due sono i problemi
principali:

1. Permesso di Soggiorno per Vacanza-Lavoro. Entrambe i governi (Aurstralia e Italia) dovrebbero chiarire i requisiti e le limitazioni relativi a questo schema.

2. Diritto di Voto. È essenziale che i giovani vengano informati sul loro diritto al voto in qualità di Cittadini Italiani per le elezioni all’estero.

Un messaggio da dare ai giovani è che presto le associazioni passeranno loro il testimone. È prerogativa dei giovani suggerire come questo possa realizzarsi e in quale modo le Istituzioni possano aiutare in questo passaggio. Bisogna essere propositivi.


Workshop 2 – Coinvolgimento Lingustico, Accademico e Culturale.

Facilitatori: Dr Claire Kennedy, Senior Lecturer della Cassamarca in Studi Italiani, Griffith University; Adriana Diaz, dottoranda, Griffith University; e Andrew Antenucci, Lettore d’Italiano, UniSA e Presidente di it.sa Inc.

I giovani presenti sono stati chiari nell’esprimere il loro desiderio di mantenere vivo il loro retaggio culturale italiano, specialmente per quanto riguarda le tradizioni familiari e sociali (della comunità) che arricchiscono questo patrimonio. È stato inoltre evidenziato un entusiasmo per la cultura italiana contemporanea e la promozione e la celebrazione dell’Italianità in genere. La cultura è la chiave per accedere all’identità italiana.

Al fine di sentirsi più coinvolti nella cultura italiana i giovani vogliono partecipare ad attività che si legano alla cultura italiana contemporanea attraverso serate cinematografiche, balli con musica italiana, serate con aperitivo per stimolare la conversazione in italiano, incontri con atleti, artisti, musicisti italiani ecc.., seminari culturali, e attività volte a mantenere le tradizioni:  
lezioni di cucina, feste e abiti tradizionali, corsi di apprezzamento della lingua dialettale, seminari di storia/arte.

È stato sottolineato che esiste un disinteresse da parte dei giovani per iniziative di questo tipo che già esistono. Le ragioni principali dei giovani sono state: mancanza di interesse, motivazione o incentivo; mancanza di tempo; altre priorità; questo tipo di iniziative vengono considerate ‘impopolari’; incompatibilità con una cultura del bere ed individualista quale quella australiana; essere giudicati dal gruppo una volta che ci si coinvolge; incapacità di trovare in questi gruppi le persone giuste con cui sentirsi coinvolti.

La conoscenza della lingua è stata vista dalla maggior parte dei presenti come un mezzo necessario per interagire con la cultura italiana. La lingua è uno strumento di comunicazione ed interazione.  
Tanti dei giovani presenti si sono infatti detti appassionati dall’uso della lingua come portale per capire l’identità e la cultura
(l’italianità) e per comunicare in famiglia. I giovani sanno che c’è bisogno di imparare la lingua da piccoli per sentirsi successivamente coinvolti nella comunità italiana. Questo studio della lingua dovrebbe poi essere supportato dall studio della cultura e della storia (italiana). Alcuni si sono invece detti intimiditi dal fatto di non conoscere l’italiano alla perfezione, specialmente quelli che non lo parlano o che parlano solo in dialetto.

Per promuovere l’accesso dei giovani allo studio della lingua alcuni delegati hanno suggerito di rinnovare i contenuti e la struttura dell’insegnamento dell’italiano: utilizzando diverse metodologie; introducendo temi nuovi quali corsi specifici su regioni o industrie; offrire corsi aggiornamento o altri corsi specifici per coloro che lavorano; rendere più accessibili oppurtunità di studio in Italia; promuovere in Australia una cultura di apprezzamento per lo studio delle lingue (specialmente attraverso fondi). Lo studio della lingua potrebbe essere inoltre legato all’opportunità di visitare l’Italia e ottenere borse di studio.

È stato ricordato il ruolo centrale della lingua nel mantenere il legame con la storia migratoria e le culture tradizionali che sono state portate in Australia. È importante poter “raccontare la propria storia” nella lingua madre. Non solo, lo studio della lingua con una generale conoscenza della grammatica, può aiutare a diventare cittadini del mondo e costituire un legame unico anche tra Australia ed Unione Europea.

La maggioranza ha concordato che strumenti online quali MSN, Skype e soprattutto Facebook sono importanti per sentirsi coinvolti nella lingua e nella cultura. Sono mezzi convenienti, informali e non costosi che permetteno un’interazione immediata; ottimi per raccogliere informazioni, possono inoltre essere utilizzati per unire i giovani superando i confini geografici (e per connettere italiani e australiani nella conversazione, scambio di abitazioni, viaggi). È stato suggerito di formare un internet space/forum per italiani australiani in cui si possano scambiare informazioni e collaborare con altri giovani. Ma è stato inoltre detto che questo non dovrà sostituire gli incontri faccia a faccia e la possibilità di interagire di persona.

È inoltre risultata evidente la mancanza di modelli da cui prendere esempio e il bisogno di utilizzare le capacità dei giovani di origine italiana nell’obiettivo di innalzare il livello di qualità della comunità e di aiutare i giovani a sentirsi inclusi.


2° GIORNO

Presentazione – Dr Francesco Ricatti
Lettore della Cassamarca in Studi Italiani, University of the Sunshine Coast

Workshop 3 – Partecipazione e Informazione

Facilitatori: Prof. Franco Papandrea, Direttore dell’Istituto di Comunicazione e Media Policy, University of Canberra e Consigliere CGIE per l’Australia; e Sonia Rossetti-Cleary, Segretaria di Avanti Marche NSW e Liaison Officer per l’Associazione delle Insegnanti di Italiano dell’Illawarra.

Lo scopo di questo workshop su partecipazione ed informazione era quello di discutere del coinvolgimento dei giovani e dimostrare che questi non sono disinteressati al future della cultura italiana australiana. Un’analisi demografica della popolazione italiana australiana dimostra che l’età media della comunità si aggira attorno agli over 65. Sono meno del 10% quelli che sono nati in Italia, vivono in Australia ed hanno un’età inferiore ai 40 anni.

La Conferenza Mondiale dei Giovani Italiani che si terrà a Roma a Dicembre 2008 chiamerà i giovani ad esprimre le loro opinion su quello che significherà essere italiani nel mondo nel 2020. Le vecchie generazioni ritengono che i giovani non vogliono venire coinvolti nelle “tradizionali” attività italiane, ma il consistente numero di giovani delegati presente alla prima conferenza dei Giovani Italiani Australiani ha dimostrato che esiste un interesse a partecipare. La doppia identità rende infatti i giovani ricchi di cultura ma alla stesso tempo responsabili di questa grande eredità.

Più di 600 associazioni e di club Italo-autraliani in Australia devono scegliere se vogliono cambiare per poter integrare i giovani nelle loro iniziative e coinvolgerli nelle loro amministrazioni o affrontare la realtà che invece li porterà a dissolversi.

La risposta dei giovani che arriva dai vari workshop è positiva; c’è infatti un generale riconoscimento nel bisogno di mantenere la lingua e la cultura italiana, ma anche una visione realistica del futuro in cui la lingua e i dialetti andranno scemando. Negli utlimi anni i matrimoni misti hanno allargato il divario tra nuove e vecchie generazioni. Non si crede molto nel futuro di clubs Italo-australiani e associazioni regionali in quanto le società stanno cambiando sia in Italia che in Australia e i giovani vogliono nuovi mezzi di comunicazione e nuove strade per riunirsi e lavorare insieme.

Nonostante la rappresentanza di un ampio numero di istituzioni, il gruppo ha espresso l’esigenza di creare una struttura più solida e ha chiesto la guida di un corpo giovanile nazionale che possa guidare le associazioni locali di giovani e creare una rete con il corposo ed intricato mondo sociale e politico.

Per concludere è stata chiesta una maggiore partecipazione nella comunità italiana australiana da parte di quei giovani italiani che si trasferiscono in Australia permanentemente o per brevi periodi, in quanto i giovani italiani australiani sentono il bisogno di mantenere un contatto reale con l’Italia che cambia.

Workshop 4 – Scambio economico e professionale

Facilitatori: Maria Maruca, Segretaria Generale della Camera di Commercio e dell’Industria Italiana del Queensland, coordinatrice dei Giovani Italiani Network Queensland (GINQ), e Membro del Com.It.Es QLD & NT; e Rosanne Vignogna, Tesoriere di GIA, it.sa Inc. e della Dante Alighieri Society of SA Inc.

Tre sono state le domande principali su cui si è sviluppata la
discussione:

1. Come è possibile migliorare l’uso delle Camere di Commercio e Commissioni per l’Industria Italiane (in Australia)?

Al fine di ampliare la conoscenza, e l’utilizzo, da parte dei giovani italiani australiani dei mezzi messi a disposizione della Camera di Commercio Italiana è stato suggerito di:

- Far conoscere le varie attività di scambio utilizzando mezzi di comunicazione e siti accessibili ai giovani

- Considerare la possibilità di introdurre un rappresentante dei giovani all’interno delle amministrazioni delle organizzazioni per il commercio che possa agire come mediatore con le associazioni dei giovani italiani australiani

- Creare uns specifico ramo nella struttura di GIA diretto al campo professionale

- Considerare la promozione commerciale come un punto di accesso alla lingua e cultura italiane

- Creare programmi di scambio di lavoro con l’Italia

2. Quali opportunità esistono circa programmi di vacanza-lavoro, apprendistato, borse di studio, scambi professionali?

Riguardo i permessi di vacanza-lavoro tutti sono stati daccordo nel considerarli un strumento efficace ma allo stesso tempo limita nella capacità di assistere nel trovare subito lavoro all’arrivo. C’è quindi bisogno di rinnovare gli scambi bilaterali tra Italia e Australia e di creare maggiori strategie per creare posizioni di apprendistato tramite la Camera di Commercio e dell’Industria ed altre organizzazioni commerciali e ditte che hanno scambi con l’Italia.

La maggior parte dei presenti ha suggerito di promuovere queste iniziative tramite la rete di GIA.

C’è bisogno quindi di creare maggiori opportunità per apprendistati in Italia. Visto il limitato numero di borse di studio è stato suggerito di creare legami diretti tra le Università Italiane e Autraliane. C’è inoltre interesse nel promuovere scambi professionali visto che sembra non ce ne siano molti. È stato suggerito che le realtà per il commercio e lo scambio dovrebbero assumere un ruolo attivo nel creare e supportare programmi diretti ai giovani.

3. È sentita la necessità di creare una Associazione delle Industrie Italiane in Australia?

Tutti hanno concordato che le associazioni professionali possono di per sé costituire legami professionali e di scambio. D’altra parte questo non è stato visto come necessario in ogni settore. È stato suggerito che GIA diventi un punto di contatto tra le esistenti associazoni industriali e possa aiutare gli scambi con i giovani professionisti. Visto l’elevato numero di recenti immigrazioni in Australia da parte di giovani italiani è stato suggerito che alcuni studi legali si specializzino sulla legge all’immigrazione australiana al fine di facilitare futuri scambi. È stato suggerito di creare un database per raccogliere offerte di lavoro e apprendistato che vengano poi pubblicizzate sui siti delle organizzazioni per il commercio.
 

Giovani Italiani Australia